Stim.mi colleghe e colleghi,
domani e dopodomani (10 e 11 febbraio) si aprono le votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine Regionale dei dottori Agronomi e Dottori Forestali della Liguria, purtroppo riservate per legge solo a chi non stia scontando un provvedimento di sospensione. Vorrei quindi invitarvi ad adempiere ad un vostro dovere e diritto esprimendo già alla prima convocazione il vostro voto.
Questo mio appello ha due significati.
Uno più pratico, derivante dalla necessità di vedere il raggiungimento del quorum del 50% già alla prima tornata di votazione, evitando così le lungaggini di un complesso iter che vede impegnati già da tempo il Consiglio uscente e la Commissione elettorale i cui membri, con spirito di servizio, hanno lavorato e stanno operando fino alla conclusione, affinché si potesse arrivare a questo importante appuntamento senza intoppi assicurando la possibilità di adempiere a quello che le norme legislative ed ordinistiche ci impongono.
L’altro, forse più generale o se volete politico ma sicuramente non meno importante, che risiede nel convincimento che ognuno di noi debba riconoscere l’importanza del ruolo di un nostro Consiglio, troppo spesso percepito come un organo distante ed inutile ma che in realtà, specie in un momento come quello attuale in cui ad esempio a livello nazionale è in discussione la Riforma delle professioni, può apportare un proprio utile contributo.
Uno dei principali problemi, tra i tanti, che il Consiglio uscente ha riscontrato, oltre alla difficile tutela esclusiva di alcune competenze professionali, è consistito nel non sempre facile rapporto tra il professionista e le pubbliche amministrazioni preposte all’esame dei procedimenti che attiviamo con il nostro lavoro.
L’Ordine, chiamato a difendere la professione e l’iscritto, ne deve garantire sia rispetto che indipendenza. Agli organi ordinistici è peraltro demandato anche il controllo dell’idoneità e della qualità delle attività svolte dai propri iscritti verificandone la compiuta formazione professionale, tutelando così i cittadini in relazione a prestazioni professionali che, essendo di tipo intellettuale, non sono sempre valutabili secondo standard normativi rigorosi.
Rimane quindi importante ricordarci che l’Ordine non è un sindacato o una libera associazione di diritto privato, ma un ente di diritto pubblico deputato alla difesa della professione, posto sotto la tutela del Ministero di Giustizia; esso è quindi a tutti gli effetti un organismo che ha l’obbligo giuridico di intervenire con riconosciuta dignità paritetica presso altre pubbliche amministrazioni qualora riscontri, come accaduto, elementi di criticità.
Il ruolo di rappresentanza per il quale i nostri colleghi candidati hanno dato la propria disponibilità ritengo sia ancora oggi importante, può fare la differenza e la presenza tra di essi di giovani professionisti è un segnale positivo.
Con l’auspicio che l’invito alla partecipazione al voto sia fin dalla prima votazione raccolta da tutti voi, concludo con un sentito augurio di buon lavoro per la prossima consigliatura.
Giovanni Sanguineti
presidente ORDAF Liguria